Roma, 12 feb – “Come ciascuno adesso può vedere da sé, i numeri dell’analisi economica e trasportistica sono estremamente negativi, direi impietosi: stiamo parlando di costi che, su un trentennio di esercizio dell’opera, superano i benefici di quasi 8 miliardi, tenendo conto del solo esborso per il completamento. Una cifra che scende appena a 7 miliardi se si considera uno scenario più ‘realistico’ di crescita dell’economia, dei traffici e di cambio modale. Secondo il soggetto proponente, grazie alla nuova linea i flussi di merci su ferro dovrebbero moltiplicarsi magicamente di ben 25 volte da qui al 2059. In realtà, i numeri ci dicono che dovremmo spendere oltre 5 miliardi di fondi pubblici per spostare dalla strada alla ferrovia, se va bene, 2mila o 3mila tir al giorno, quando sulla Tangenziale di Torino, per dare un termine di paragone, passano quotidianamente 60mila mezzi pesanti. Voglio ribadirlo: Lione è una bellissima città, ma è evidente che ci siano altre priorità infrastrutturali in questo Paese”. Così il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, dopo la pubblicazione sul sito del Mit dell’analisi costi-benefici realizzata dagli studiosi che fanno capo alla struttura tecnica di missione del ministero. Nello specifico, l’analisi ha messo in luce “una redditività fortemente negativa” dell’opera, con un costo complessivo pari a circa 12 miliardi e benefici pari soltanto a 885 milioni. “La decisione finale, come è naturale che sia, spetta ora al Governo stesso nella sua piena collegialità” spiega infine il titolare del dicastero di Porta Pia. (SEGUE)