Roma, 13 feb – Secondo Gozzoli “occorre pensare che chi impiega cittadini italiani in Uk deve adeguarsi, e i datori di lavoro sono al lavoro per capire quanti dei propri dipendenti possano rimanere e quanti invece saranno costretti a tornare a casa. E’ un momento delicato per tutti, e alcune imprese hanno già iniziato a delocalizzare i propri lavoratori”. In questo la mancata iscrizione all’Aire da parte di chi risiede anche da molti anni in Gran Bretagna potrebbe costituire un problema, ma Massimo Ungaro, del Partito democratico, ammonisce: “chiediamoci perché i nostri concittadini non si iscrivono: perché è una procedura lunga e complicata, perché si perde la copertura sanitaria in Italia, e perché iscriversi all’Aire serve per votare, una representation che questo governo vuole ulteriormente ridurre”.
(PO /Sis)