Roma, 16 feb – Al reddito pensionistico lordo, che nel 2016 ammonta a 18.182 euro (17.915 euro nel 2015) si associa un reddito pensionistico netto di 14.567 euro, in crescita dell’1,8% rispetto al 2015. Per il complesso dei pensionati si stima che l’aliquota media fiscale sui trasferimenti pensionistici erogati nel 2016 sia pari al 18,9%, in linea con il livello di tassazione dell’anno precedente. Nel caso delle pensioni maturate da pregressa attività lavorativa, la tassazione media si attesta al 21,8% (pressoché stabile rispetto al 2015). Per i beneficiari di redditi pensionistici da anzianità, vecchiaia o anticipate superiori ai 40mila euro annui lordi (3.330 euro mensili) il carico fiscale è del 34,0% (stabile rispetto al 2015) mentre tra i titolari di importi inferiori ai 15mila euro, 1.250 euro lordi mensili, le ritenute fiscali sono pari al 10,4% (-1,0% rispetto all’anno precedente). Infine, sono circa 1 milione e 330mila i pensionati da lavoro incapienti (13,0% del totale), cioè con redditi individuali sotto la soglia di tassazione (-70mila rispetto all’anno precedente). Lo si legge in un focus dell’Istat. Nel 2016 il prelievo fiscale sui redditi pensionistici di reversibilità incide per il 17,1% (-0,9% rispetto al 2015). L’aliquota è molto inferiore a quella osservata sulle pensioni da lavoro in quanto gli importi pensionistici sono mediamente più bassi. Del tutto marginale (sotto il 4,0%) è la quota di pensioni di reversibilità con importi lordi mensili sopra i 2.080 euro, mentre quasi l’82,0% riceve importi complessivi (lordi) inferiori a 1.250 euro al mese (Figura 15). Si stima, inoltre, che in Italia i pensionati di reversibilità incapienti siano poco più di 530mila (il 13,0% circa dei beneficiari). (SEGUE)