Roma, 13 feb – “Non sono una piaciona. Non sopporto i radical chic. Vengo da una famiglia di partigiani, e penso che la sinistra non sia morta”. Così Valeria Mancinelli, sindaco Pd di Ancona, che ha vinto “la coppa del mondo” delle sindache, il World Mayor Prize 2018, indetto da una fondazione filantropica di Londra, la City Mayors. “Non ne sapevo nulla. Un giorno mi ha telefonato il direttore del Corriere Adriatico e mi ha detto che ero finita in finale con altri 26, tra cui le sindache di Parigi, Colonia, Tunisi – racconta -. Nella parte finale è stato decisivo il giudizio di una giuria popolare, cioè il parere motivato dei cittadini delle città in gara. Ho vinto per leadership, compassione e capacità di tenere unita la comunità”. Già avvocato amministrativista, ricorda che nel 2013 si candidò perché “ero stufa di assistere allo spettacolo delle liti. Dissi che avrei fatto esattamente il contrario di quel che era stato fatto fino a quel momento. Mi sono imposta, da outsider. Nel giugno 2018 sono stata riconfermata col 62 percento, e il Pd sopra al 30. Sono solo un modesto esempio di come può essere la politica se fatta lavorando duro. Godo di una trasversalità di consensi”. Come si risolleva una città? “Ho cominciato dalle buche, poi ho ripulito i parchi e risanato il bilancio. Quindi ho guardato al futuro, varando, insieme alle migliori intelligenze, il Piano strategico: questo ha rimesso in moto energie sopite”, “arrivo in ufficio alle nove e ne esco in genere alle 21, pranzo a casa: abito a duecento metri dal municipio”, “sono single. Seguo mia madre, Giuseppina, che ha 97 anni. Nel Dopoguerra fu una delle prime consigliere comunali d’Italia, a Osimo: eletta nel Pci”. Mancinelli, che sostiene Martina alle primarie, spiega anche che “ho sottoscritto il manifesto di Calenda. Ma deve passare l’idea che questa Europa è tutta da rifondare, che va rovesciata come un calzino, altrimenti saremo asfaltati”. E analizza così la caduta del Pd: “Abbiamo dato risposte insufficienti alla richiesta di protezione sociale. E abbiamo avuto una classe dirigente che non faceva che litigare” e “Salvini dà risposte sbagliate, ma più convincenti delle nostre, alle paure reali delle persone”. (PO / red)