Roma, 13 feb – “La presentazione dello studio e la firma del protocollo d’intesa – ha sottolineato Federico Testa – sono partite importante per il nostro paese. Si parla spesso di economia circolare, ma come Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile dobbiamo essere in grado di fornire alle imprese, medie e piccole diffuse capillarmente sul territorio, strumenti e servizi adeguati affinché non se ne faccia un semplice slogan”. E il primo strumento messo al servizio degli imprenditori è lo studio presentato oggi da Fabrizio Antonioli, Direttore Ricerca di ENEA: secondo le proiezioni dell’ENEA entro il 2100 migliaia di chilometri quadrati di aree costiere italiane rischiano di essere sommerse dal mare, in assenza di interventi di mitigazione e adattamento. Entro la fine del secolo l’innalzamento del mare lungo le coste italiane è stimato tra 0,94 e 1,035 metri (modello cautelativo) e tra 1,31 metri e 1,45 metri (su base meno prudenziale). “A questi valori – ha spiegato Antonioli – bisogna aggiungere il cosiddetto storm surge, ossia la coesistenza di bassa pressione, onde e vento, variabile da zona a zona, che in particolari condizioni determina un aumento del livello del mare rispetto al litorale di circa 1 metro”. Dalla salvaguardia delle coste dipende anche il futuro di tante imprese e professionisti del turismo che in questo ambiente operano e che hanno necessità di programmare oltre il breve periodo. Allo stesso tempo dal coinvolgimento delle attività turistiche passa inevitabilmente l’impostazione di azioni corrette per la tutela delle aree costiere. (SEGUE)