Roma, 15 feb – Medie imprese familiari locomotiva d’Italia: dai risultati dell’indagine annuale nel periodo 2007-2016 (con un approfondimento sul periodo 1996-2016), condotta da Mediobanca e Unioncamere, risulta chiaro come le medie imprese familiari negli ultimi 21 anni abbiano rafforzato il proprio peso nella manifattura italiana. L’indagine è stata presentata questa mattina nella sede di Unioncamere, a Roma, alla presenza di Gabriele Barbaresco dell’Area Studio Mediobanca e di Daniele Mauriello di Unioncamere. “Per medie imprese – specifica Gabriele Barbaresco dell’Area Studio Mediobanca – intendiamo realtà che fatturano tra i 16 e i 355 milioni di euro l’anno, hanno tra i 50 e i 499 dipendenti e rappresentano un fatturato aggregato di 158 miliardi”. Il valore aggiunto di 3500 imprese è cresciuto dal 12,4% al 18,6% del totale manifatturiero, il fatturato dal 14,6% al 19,8%, l’export dal 15,6% al 18,7%. Sono trainate dal made in Italy, che rappresenta il 61% del loro valore aggiunto (cedendo marginalmente dal 63,1%), ma anche dalla meccanica (39% del valore aggiunto) e dal farmaceutico-cosmetico che vale il 15% e ha raggiunto la dimensione dell’alimentare e rappresenta una nuova eccellenza italiana. Il 94% delle medie imprese esporta destinando il 45% del fatturato ai mercati esteri, ma la base produttiva resiste alle sirene della delocalizzazione e resta italiana: ogni 4 siti produttivi in Italia uno solo è all’estero, per il 60% circa collocato nell’Unione Europea o in Nord America. (SEGUE)