Il ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie Erika Stefani, in una intervista a Circo Massimo su Radio Capital fa il punto sul tema delle autonomie contrattate dalle Regioni (per ora Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna): “Le materie sulle quali le regioni chiedono l’autonomia sono già competenze concorrenti: già oggi possono legiferare su queste materie, già oggi c’è differenza tra regioni”. Il ministro Stefani risponde a chi teme che il nuovo sistema delle autonomie possa creare una frattura tra Nord e Sud del Paese, e più in generale tra regioni più ricche e regioni più povere: “Ci sono già regioni a statuto speciale, e non mi pare che abbiamo disgregato lo stato” spiega, aggiungendo che “il Ministero dell’Economia ha detto che non ci devono essere costi a carico dello Stato. Deve essere a saldo zero. Non pensiamo che venga presa una parte del denaro dello Stato e va a finire nelle regioni che chiedono l’autonomia”. All’interno del governo in ogni caso è ancora aperta la questione tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, dai quali, spiega Stefani, “mi aspetto coerenza. I cittadini di Serie A e di Serie B si sono creati con le inefficienze dell’amministrazione e della politica”. Anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti non ha dubbi sul fatto che il governo debba procedere: “L’autonomia faceva parte del programma di governo e deve essere fatta bene. C’è una discussione in corso e anche lì abbiamo fiducia perché è quello su cui hanno votato i cittadini delle 2 Regioni. L’hanno chiesto anche quelli dei cinque stelle in Veneto e Lombardia che hanno appoggiato il referendum”.