Roma, 18 feb – L’attività di donazione si consolida, le liste d’attesa calano per il terzo anno consecutivo (in particolare quella per il trapianto di rene) mentre le dichiarazioni di volontà alla donazione degli organi sono quasi raddoppiate, grazie alla possibilità di registrare la propria scelta al rinnovo della carta d’identità elettronica. I dati 2018 registrano l’ottimo stato di salute della Rete nazionale trapianti, che a vent’anni dalla sua nascita (con la legge 91 del 1 aprile 1999) si conferma come una delle realtà più efficienti del Servizio sanitario nazionale. Il dato 2018 sull’attività complessiva di donazione è il secondo migliore di sempre: lo scorso anno – – riferiscono il Centro Nazionale Trapianti dell’Istituto Superiore di Sanità ed il ministero della Salute, in occasione della Giornata nazionale 2019 per la donazione degli organi del domenica 14 aprile – ci sono stati 1680 donatori (tra deceduti e viventi), con una flessione di 83 unità rispetto al 2017 ma ben al di sopra della media degli ultimi 5 anni. Il trend 2014-2018 è in decisa ascesa, con una crescita delle donazioni pari al 24,4%. Anche per quanto riguarda il numero dei donatori utilizzati il dato 2018 (1370) rappresenta la seconda miglior performance in assoluto. La percentuale di opposizioni alla donazione è stata del 29,9%: un dato in leggero aumento rispetto al 2017 (28,7%) ma ancora una volta molto inferiore al 32,8% registrato nel 2016. Complessivamente i trapianti effettuati nel 2018 sono stati 3718, di cui 3407 da donatore deceduto e 311 da vivente. Anche in questo caso si tratta del secondo miglior risultato mai registrato, un dato in calo rispetto al 2017 ma che consolida il trend di crescita degli ultimi cinque anni (+20,4%). Nel dettaglio, sono stati effettuati 2117 trapianti di rene (di cui 287 da vivente), 1245 trapianti di fegato (86 da vivente), 233 trapianti di cuore, 143 di polmone e 41 di pancreas. (SEGUE)