Roma, 18 feb – La mappa, recentemente aggiornata (consultabile sul sito di Casa Italia e su quello dell’Istat) è stata illustrata da Sandro Cruciani, dirigente dell’Istituto nazionale di statistica): uno strumento “accessibile che contiene dati certificati su quattro aree di rischio esaminate: sisma, alluvioni, frane e vulcanismo. È un sistema ricco di metadati, di carattere divulgativo, grazie al quale ogni cittadino può verificare i rischi del comune in cui vive”.
L’importanza della mappa? “Poter misurare il territorio e le condizioni della popolazione e fornire strumenti adatti per valutare gli interventi e con quale intensità”, ha concluso Cruciani.
A Stefano Laporta e Alessandro Trigila, dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambienta, il compito di riferire i dati relativi al rischio idrogeologico nei comuni italiani: “Il patrimonio di dati raccolto dal Servizio Geologico in quasi 150 anni di storia è davvero rilevante – ha spiegato il Presidente Laporta – oggi esistono 36 banche dati di elevato valore scientifico la cui qualità e affidabilità è in molti casi garantita da procedure di validazione opportunamente certificate. È quindi doveroso che Ispra faccia ogni sforzo possibile per rendere questi dati disponibili alle diverse comunità interessate, dal mondo della ricerca ai professionisti fino anche al singolo cittadino”.
A concludere la prima parte Carlo Doglioni, Presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, con una relazione sulla pericolosità sismica nei comuni italiani e sui dati relativi ad essi forniti a Casa Italia per aggiornare la mappa dei rischi.
Durante la seconda parte dell’incontro, il geologo Mario Tozzi ha moderato un tavolo di discussione con Mauro Dolce (Dipartimento protezione civile), Piero Rubino (Dipartimento per le politiche di coesione), Alessandro Ghinelli (Associazione nazionale comuni italiani), Paola Gazzolo (Conferenza delle regioni e province autonome), Simone Ombuen (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), Sara Vegni (ActionAid Italia) e Marco Modica (Gran Sasso Science Institute). (bur)