Roma, 18 feb – “Perseguire il rafforzamento dell’Unione Europea – contribuendo ad aggiornarne intenti e governance per favorire la crescita e frenare le migrazioni non motivate da situazioni di crisi politico-umanitaria – e consolidare il rapporto transatlantico è sicuramente una priorità. Da soli, non si va lontano. Ricercare la convergenza con paesi like-minded europei e non, è sicuramente un’ulteriore priorità. Non si tratta di alleanze necessariamente permanenti e possono senz’altro essere perseguite anche a geometria variabile. Non mancano d’altronde le cointeressenze e non dovrebbe essere troppo arduo identificarle e trarne valore aggiunto. Tanto più, che non sono affatto venute meno nei nostri principali interlocutori internazionali né la “voglia di contare” sulla scena internazionale, né il “gusto” di fare politica estera, non fosse altro che come utile diversivo per le rispettive opinioni pubbliche”. E’ quanto si legge nel rapporto Ispi 2019 “La fine di un mondo”, nelle conclusioni affidate a Giampiero Massolo.