Paola Nugnes continua a rappresentare la maggior voce fuori dal coro all’interno del Movimento 5 Stelle, anche per quanto riguarda la scelta di proporre al voto degli utenti della piattaforma Rousseau la decisione sull’immunità per il ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Ritengo che il voto sia stato inopportuno – dice a Circo Massimo – È una votazione fuori regolamento. Nell’articolo 5 dello Statuto, che è quello che regola le votazioni, quelle di questo tipo non sono previste”. Secondo la senatrice campana “bisogna trovare un altro mezzo, un altro strumento, per trovare le convergenze, e non cedere a ricatti. Condivido l’idea a voler andare avanti, ma questo cedere può essere deleterio per il M5S ma anche per il Paese”. Nugnes ad ogni modo non fa accuse circa i problemi e l’esito della votazione: “So che non c’è un controllo terzo, ma non posso sospettare manipolazioni. Anche perché un 40% a sfavore è un dato importante in questo tipo di votazioni”. Il problema però è più grande, secondo Nugnes, e non può ridursi solo al voto sul caso Salvini: “Siamo in recessione anche etica e morale, si sta dando adito a una visione di chiusura e di respingimento che non appartiene al Movimento”. Secondo la senatrice, il Movimento 5 Stelle sta rischiando di farsi schiacciare dalla Lega: “Mantenere il punto e far valere il proprio 33% sul tavolo della discussione avrebbe pagato. Non mi sento però di dire che c’è stato atteggiamento pilatesco”. Eppure “sono nel M5S dal 2007, e sono coerente nella mia posizione, che non è isolata. E voglio portarla avanti. Il Movimento si è spostato, posso comprendere gli obiettivi ma non condividerli. Non lascio, continuo a combattere. Mi cacceranno loro? Se accadrà, non sarò stata cacciata dal Movimento ma dal partito di qualcuno che ha preso il posto del Movimento”.
(PO / Red)
