Roma, 19 feb – La Lega di Matteo Salvini potrebbe essere il secondo partito per numero di seggi all’Europarlamento (27 contro i 29 della Cdu-Csu tedesca), rafforzando l’ala euroscettica e sovranista che tuttavia, pur diventando più influente, non appare in grado di sovvertire gli equilibria Strasburgo. Questa la sintesi della prima fotografia del prossimo emiciclo, pubblicata dal Parlamento europeo sulla base dei sondaggi nazionali in vista delle elezioni del 23-26 maggio, elaborati dalla società di ricerca Kantar. “Sul piano generale – si legge sul Sole 24 Ore – il Partito popolare europeo rimane il primo gruppo, con 183 seggi stimati, ma ne perde34; ancora peggio va ai Socialdemocratici, che scivolano a 135. Insieme, i due gruppi storicamente più ampi dell’Europarlamento scenderebbero sotto il 50% dei seggi, perla primavolta dal1979, ma potrebbero continuare a formare una maggioranza pro-Ue alleandosi con i liberali dell’Alde che le proiezioni danno a 75 seggi, anche senza considerare l’eventuale alleanza con la République En Marche di Emmanuel Macron (18 seggi) che, in quanto nuovo partito, è stato per ora inserito nella categoria “altri”. L’attenzione rimane però puntata sui partiti euroscettici e radicali, oggi distribuiti in tre diversi gruppi (se si esclude Fidesz, il partito di ViktorOrban, dentro il Ppe): Conservatori e riformisti (Ecr), Europa della libertà e della democraziadiretta (Efdd)ed Europa delle nazioni e della libertà (Enf). In valore assoluto i tre gruppi dovrebbero mantenere gli stessi seggi (153), che però peserebbero di più in un Parlamento che scenderà da 751 a 705 deputatiper l’uscita dei deputati britannici con Brexit. Mentre però Conservatori e riformisti, senza i Tories, arretrano, guadagnano seggi Efdd (grazie al contributo del MSS e della tedescaAfD) e, soprattutto, il gruppo più radicale: l’Enf (+22), con la Lega Nord e il Rassemblement National di Marine Le Pen forze trainanti. Il peso di questi gruppi si potrà in realtà valutare solo dopo il voto, con spostamenti e nuove alleanze che potrebberomodificare gli equilibri esistenti”. (red)