Roma, 19 feb – “Oggi il Movimento si è affidato a qualche azzeccagarbugli e fa votare in Rete per difendere quella stessa immunità di un ministro che nel programma elettorale del 2018 avrebbe promesso di abolire. ‘Occorrerà intervenire su quelle prerogative parlamentari che sottraggono deputati, senatori e ministri dall’applicazione della giustizia e alle regole che valgono per tutti i cittadini’, scrivevano nel programma. Oggi stanno votando per salvare la leadership di Di Maio” e “pensi che per Casaleggio i leader non esistevano. Esisteva la Rete. Ed era sovrana. Il padre entrerà nei libri di storia. Il figlio, vedendo come funziona Rousseau, non mi sembra bravo neanche come tecnico informatico”. Così il filosofo Paolo Becchi, ex ideologo di M5S, in una intervista al Corriere della Sera. E aggiunge: “Oggi il Movimento non ha un programma né una visione del mondo. Vive una crisi d’identità da cui esce soltanto se apre un dibattito sano al suo interno” ma “oggi sono impegnati a consolidare Di Maio e il suo cerchio magico”. Di Battista lo scalzerà? “Non credo. Di Battista fa parte del cerchio magico di Di Maio. E poi lui è solo un attore, recitava e recita delle parti scritte per lui. Stop”. E parla di “rivoluzione tradita”, “da tutti. Non so se Casaleggio aveva capito tutto già prima di morire, all’epoca già non lo frequentavo più. Ma fosse vivo oggi, mi creda, manderebbe tutti a quel paese”. E Grillo? “Si era allontanato già prima della morte di Casaleggio. Aveva lasciato tutto a patto che l’associazione Rousseau si occupasse di pagare per eventuali condanne ai suoi processi in corso. E comunque anche lui ha le sue responsabilità. Era parte del tutto. Poi, quando ha fiutato come sarebbe andata a finire, s’è defilato”. (red)