Roma, 19 feb – Questo dato fa emergere il problema della presa in carico precoce e della diagnosi tempestiva con riferimento alle malattie rare. Infatti, una diagnosi ritardata accompagnata da una presa in carico non tempestiva, determina un incremento dell’inabilità che si traduce, come dalle stime effettuate, in un incremento tanto del numero che dei costi delle pensioni di inabilità. Di converso, una diagnosi precoce accompagnata da una presa in carico tempestiva, nel caso dei tumori rari, sta determinando una riduzione significativa tanto del numero che dei costi delle Pensioni di inabilità. Per Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali, “il valore di ricerche come quelle presentate oggi è di fondamentale importanza, poiché mettono a disposizione dei decisori politici dati rilevanti per la valutazione dei costi sociali”. Alberto Burlina, direttore U.O.C. Complessa Malattie Metaboliche Ereditarie, Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino dell’Azienda Ospedaliera di Padova spiega che “le patologie rare sono 6 mila e riguardano circa 30 milioni di persone in Europa, per tale ragione occorre una diagnosi precoce al fine di ridurre i costi sociali. Inoltre, è importante implementare sul territorio modelli organizzativi per la prevenzione”. (red)