La senatrice pentastellata Elena Fattori, anima critica del movimento, in una intervista a Repubblica, parla delle sue difficoltà a votare sulla piattaforma Rousseau per il caso Diciotti e chiede trasparenza: “Non ne sono sicura. Ho eseguito tutta la procedura, però appena ho votato ‘no’ il sistema si è disconnesso… E non ho ricevuto la mail di conferma”. Spiega poi di avere impiegato “una ventina di minuti” e che “non è stato facile. Assurdo considerando che dal marzo scorso l’associazione Rousseau riceve dai parlamentari 90mila euro al mese per implementare la piattaforma”. Ossia un milione di euro in meno di un anno. E quindi, aggiunge, “sarebbe lecito aspettarsi che funzioni meglio di così, con tutti quei soldi dovrebbe andare come un orologio svizzero”, “a ogni assemblea di gruppo mi alzo e pongo la stessa domanda: come sono stati investiti i miei soldi? Ogni mese, insieme alla ricevuta del bonifico, chiedo che fine hanno fatto, di avere una fattura, una ricevuta del versamento, almeno un rendiconto puntuale delle spese sostenute da Rousseau. Ma niente, non è dato sapere nulla: nessuna risposta mi è ancora arrivata”. E ribadisce: “L’ho scritto anche su Facebook: astenersi dal dire ‘i panni sporchi si lavano in casa’ o ‘questi discorsi fateli tra voi’ perché non funziona, specialmente dopo quel che è accaduto oggi”.
Rousseau la chiave per applicare la democrazia diretta come dice Casaleggio? “Non scherziamo, la democrazia diretta è una cosa seria, guardi come funziona in Svizzera, io sono cittadina elvetica e voto anche lì, so di cosa parlo. Ebbene in Svizzera c’è una proposta di legge per abolire il voto elettronico perché è ritenuto poco sicuro. Non si può ridurre la democrazia diretta a una piattaforma Tanto meno quella Rousseau, che è solo uno strumento per regolare la vita interna del Movimento: una piattaforma privata che oltretutto non ha i requisiti di sicurezza minimi visto che è stata hakerata più volte”. Ed in una intervista a La Stampa parla di “un sondaggio, interessante ma non vincolante: noi parlamentari abbiamo firmato l’impegno a realizzare il programma del MSS, che prevede l’abolizione di ogni immunità. Una piattaforma privata, peraltro con problemi di sicurezza conclamati, può essere usata per questioni interne non per una consultazione di questo tipo”. (PO / red – 19 feb)
