Roma, 21 feb – “Bene anche le norme rivolte al settore della pesca, in particolare la semplificazione delle licenze e l’abrogazione di norme ormai vecchie, nel contempo si evidenzia che la delega al Governo sulla pesca rischia di introdurre norme che sono costituzionalmente di competenza regionale – ha puntualizzato Di Gioia – Le Regioni, invece, non condividono l’ampliamento della durata del periodo vendemmiale. C’è la possibilità, infatti, di inutili sovrapposizioni temporali tra raccogliere uva, effettuare le fermentazioni e le rifermentazioni con l’inizio della campagna vitivinicola. L’anticipazione comporta anche aggravi e appesantimenti amministrativi e tecnici per le aziende. Va riscritta inoltre in modo più chiaro la norma sul biodinamico perché poco chiara, anche in merito all’introduzione di un nuovo obbligo per le aziende agrituristiche sui prodotti agroalimentari somministrati. Non bisogna appesantire di altri adempimenti amministrativi gli operatori”. “Non si condivide anche la parte che interessa la figura dell’imprenditore agro-meccanico, ad esempio assimilando la figura del contoterzista puro, che è un artigiano, a quello dell’imprenditore agricolo – ha rimarcato – Si rischia così di legittimare attività non agricole. I centri di giardinaggio sono attività strettamente commerciali, con il rischio di allargare la platea dei possibili beneficiari dei Programmi di sviluppo rurale. Presenta tra l’altro delle criticità estendere il numero dei soggetti qualificati che possono svolgere l’attività di tenuta del fascicolo aziendale. Ciò comporterebbe un enorme appesantimento dell’attività svolta dalle Regioni e un consistente aumento dei costi. Bisogna semplificare consentendo alle singole imprese di gestire in proprio il fascicolo”. (SEGUE)