Roma, 21 feb – “Posso assicurare – continua Conte – che il complesso procedimento che si sta dipanando coniugherà, in piena conformità con la nostra architettura costituzionale, il rafforzamento dell’autonomia regionale ma con la salvaguardia della solidarietà e della coesione nazionali”. Tra i temi affrontati dal premier anche quello legato alle riserve auree detenute da Bankitalia, sottolineando come “un eventuale trasferimento non oneroso, comunque effettuato a prezzi inferiori a quelli di mercato, di attività finanziarie dal bilancio della Banca d’Italia a quello dello Stato” sarebbe contro le regole europee. “La proprietà delle riserve auree nazionali è della Banca d’Italia – spiega – l’utilizzo della riserva aurea rientra tra le finalità istituzionali della banca a tutela del valore della moneta. Un intervento normativo volto a modificare gli assetti della proprietà aurea della Banca d’Italia, ancorché nell’ambito della discrezionalità politica del legislatore nazionale, andrebbe valutato sul piano della compatibilità con i principi basilari che regolamentano l’ordinamento del sistema europeo delle banche centrali”. Il presidente del Consiglio, infine, è intervenuto in merito alla vicenda della situazione produttiva e occupazionale italiana della Alstom, gruppo industriale francese operante nel settore della costruzione di treni e di infrastrutture ferroviarie, recentemente venuto alla ribalta della cronaca per la mancata autorizzazione alla fusione con la tedesca Siemens da parte della Commissione europea: “Questa decisione – afferma Conte – ha portato proprio in questi giorni Germania e Francia a proporre un manifesto inteso a modificare le regole sulle concentrazioni e l’antitrust nell’Unione europea per favorire fusioni tra società europee. È un’iniziativa che mi permetto di giudicare abbastanza singolare, che si caratterizza per una impostazione ancora una volta bilaterale, nonostante miri ad affermarsi in un contesto europeo. È evidente infatti che per pervenire a una modifica delle regole europee in materia di concorrenza appaia inidoneo un manifesto di politica industriale bilaterale tra due pur autorevoli Paesi, ma occorre innanzitutto che si apra una preliminare discussione nelle sedi europee opportune che miri a un sereno confronto tra tutti gli Stati membri per giungere a un progetto di riforma condiviso nel rispetto degli interessi di tutti i cittadini europei”. (Roc)