Roma, 21 feb – L’introduzione di una riserva del 5% per le aree interne stanziando per la prima volta 1,5 miliardi ai piccoli Comuni e alle zone con difficoltà di accesso ai servizi di base; quasi 3 miliardi per le aree urbane piccole-medie e le grandi aree metropolitane; e soprattutto una maggiore flessibilità per gli enti locali, grazie allo scorporo del cofinanziamento per i progetti e gli investimenti strategici dal Patto di stabilità. Sono queste le principali novità sul prossimo ciclo di programmazione dei finanziamenti dei FESR, Fondi strutturali che stanno emergendo a Bruxelles sulle modifiche al Regolamento 2021-2027 approvato a larga maggioranza in Commissione Sviluppo regionale lo scorso 14 febbraio e ora in attesa del voto finale in assemblea plenaria previsto per marzo. Se ne è discusso durante una conferenza stampa svoltasi presso la sede nazionale dell’Anci cui hanno preso parte tra gli altri Enzo Bianco presidente del Consiglio Nazionale Anci nonché capo della delegazione italiana del Cdr, Micaela Fanelli, coordinatrice della stessa l’eurodeputato Andrea Cozzolino, relatore per il Parlamento europeo del regolamento sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). (SEGUE)