Roma, 22 feb – Il dibattito sui beni comuni “ci consente di individuare percorsi coerenti verso soluzioni condivise, e ci aiuta a riconoscere uno statuto giuridico adeguato al tema dei beni comuni con il coinvolgimento e il dialogo di tutte le istituzioni. Fu Rodotà a suggerire per primo che i beni comuni sono una terza via che si inserisce nel dualismo tra pubblico e privato: questa straordinaria intuizione ha contribuito a far nascere una dimensione più inclusiva, che ci fa entrare nella logica dell’accesso più che in quella della proprietà”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, in occasione del convegno “Lo Stato dei beni comuni: i sindaci nell’aula di Montecitorio”, che si tiene alla Camera.
(Sis)