“Sulle autonomie differenziate abbiamo chiesto di essere ascoltati, perché ovviamente i sindaci non sono contro l’autonomia in sé, essendone i rappresentanti per eccellenza, ma nell’ambito delle possibilità previste chiediamo tutti una unità dal punto di vista giuridico, economico e finanziario. Ci sono zone e comuni del nostro Paese che vivono realtà diverse tra loro dal punto di vista economico e sociale, non vorremmo aumentare quella frattura ma dare la possibilità a tutti di avere le stesse opportunità cominciando a recuperare quel gap che c’è tra le diverse zone, soprattutto dal punto di vista infrastrutturale”: così il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, intervistato da 9colonne prima dell’evento organizzato dall’Associazione nazionale dei comuni italiani nell’Aula di Montecitorio, dal titolo “Lo Stato dei beni Comuni”. “Abbiamo chiesto un incontro con il governo e con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, insieme al quale abbiamo risolto tanti problemi in questi mesi. La sua presenza qui oggi dimostra inoltre un’attenzione particolare” aggiunge Decaro.
BENI COMUNI. Il presidente dell’Anci affronta poi il tema oggetto dell’incontro dei sindaci alla Camera, quello dei beni comuni: “Ancora una volta il presidente Roberto Fico ci invita alla Camera per portare qui a Montecitorio l’esperienza dei sindaci e delle comunità che amministriamo. Quest’anno il tema è quello dei beni comuni e noi sindaci sappiamo che i cittadini non sono solo portatori di problemi, esigenze, richieste ma anche portatori di proposte, capacità, energie che animano le comunità che abbiamo l’onore di amministrare. Ci sono tante esperienze positive che oggi sono state portate qui a Montecitorio, personalmente io porto quella del Comune di Bari nella gestione dei beni comuni”. Decaro illustra come esempio quello di “una caserma che è chiusa dal ’91: ho iniziato i lavori qualche giorno fa ma in realtà per decenni i cittadini della mia città hanno visto solo il muro perimetrale di quella caserma, che qualche anno fa è stata riaperta non grazie al sindaco ma grazie ai cittadini che hanno voluto lì realizzare il Parco Gargasole”. “Credo – conclude il presidente dell’Anci – che siano esperienze che vadano valorizzate e credo che sia arrivato il momento di fare un passo in avanti: non più solo la gestione di un’area o la ristrutturazione di un bene abbandonato da parte dei cittadini, ma dare loro la possibilità attraverso una norma di partecipare alla condivisione degli obiettivi, prendendo parte a una sorta di co-progettazione del sistema Paese. È quello che chiediamo oggi a governo e Parlamento”. (Roc – 22 feb)