Roma, 22 feb – Raffica di controlli da rientro di capitali. Ma le banche svizzere puntano i piedi nel timore di sanzioni (come i 4,5 mld a Ubs). E le centinaia di questionari inviati da Guardia di finanza e Agenzia delle entrate sono solo l’antipasto – si legge su Italia Oggi – di una strategia a più ampio raggio dell’amministrazione finanziaria, che punta a sfruttare la mole di dati raccolti in occasione delle due edizioni della sanatoria sull’emersione dei capitali illegalmente detenuti all’estero. E lo sanno bene i banchieri svizzeri che ieri, al termine dell’assemblea annuale della loro associazione, l’Asb, hanno espresso una posizione comune: rispedire al mittente le richieste di approfondimento recapitate da Fiamme gialle e Agenzia delle entrate di Milano. A novembre il capo della procura del capoluogo lombardo, Francesco Greco, aveva convocato in tutta fretta una conferenza stampa per annunciare un’operazione nei confronti di circa 250 banche estere. L’ operazione è entrata nel vivo e alle banche di Svizzera, Monaco e Liechtenstein sono arrivate le richieste di chiarimento delle Entrate. I questionari partono da evidenze di contribuenti italiani che hanno presentato le istanze di collaborazione volontaria. Nella documentazione inviata, essi hanno segnalato finanziamenti all’estero, e questo ha acceso la spia del controllo fiscale. (red)