Roma, 22 feb – “Fra il 2006 e il 2016 sono stati quasi due milioni i nostri connazionali usciti per costruire il proprio futuro altrove. Giovani che all’interno dei confini nazionali si sono formati ma che poi sono stati costretti a emigrare per trovare una occupazione in linea con le loro aspirazioni. Una perdita secca per l’Italia e un vantaggio per i paesi di accoglienza (che sono soprattutto Germania, Regno Unito e Francia). L’obiettivo di far tornare i giovani in Italia resi anche più competitivi dopo un periodo all’estero può essere perseguito se il sistema produttivo, di beni e servizi, riprende a espandersi, se si allarga anziché ridursi, cosa che sta avvenendo anche in questi primi mesi del 2019”. Così Rino Giuliani, Portavoce FAIM (Forum delle associazioni degli italiani nel mondo) in un articolo pubblicato sul giornale online “Sfoglia Roma”. Secondo Giuliani, l’obiettivo di far tornare i giovani in Italia “deve essere assunto in primo luogo a livello nazionale dai protagonisti interessati, istituzioni, rappresentanze imprenditoriali e organizzazioni sindacali. Serve una proposta ed una programmazione ma anche vi è bisogno di un contesto favorevole in cui il paese sia messo in condizioni di crescere. Non si vedono a breve i segni di una volontà di tal genere né le forze politiche concentrate su prossimo voto europeo mostrano di prendersi in carico convintamente tale ragionevole obiettivo”. (SEGUE)