Roma, 22 feb – “Il rischio è che perda consensi non solo qui, in Piemonte, ma anche in tutto il Nord. Matteo Salvini avrà pure un largo consenso, ma sulla Torino-Lione è necessario superare questa ambiguità, schierandosi apertamente perla realizzazione dell’opera senza ulteriori tentennamenti”. Gianfranco Carbonato, 73 anni, è un imprenditore stimatissimo a Torino e dintorni. Ex presidente di Confindustria Piemonte, è al timone di Prima Industrie, che fattura circa 450 milioni di euro. Tra le prime al mondo nei sistemi laser per applicazioni industriali e nelle macchine per la lavorazione della lamiera. L’analisi costi-benefici ha bocciato la realizzazione del tunnel. Non crede che il governo abbia tutte le facoltà di poter tornare indietro? “Vede – risponde Carbonato alla domanda postagli dal Corriere della Sera – la commissione di esperti del ministero aveva una posizione aprioristica. Queste opere bisogna giudicarle per le ricadute su tutto il sistema Paese. Non solo sui costi, sulla minore riscossione di accise sull’autotrasporto, né sulle minori entrate da pedaggi autostradali. Si tratta di un’infrastruttura che serve non solo a Torino e al Piemonte, ma a tutto il Nord Italia. È il naturale completamento dell’A4 fino a Trieste. Consente di ridurre il traffico su gomma e l’inquinamento che ne deriva. E di decongestionare gli altri valichi verso la Francia, come quello di Ventimiglia in cui gli incolonnamenti di tir sono già oggi all’ordine del giorno”. (BIG ITALY / red)