Roma, 22 feb – Solidarietà, nonviolenza, educazione alla pace e alla cittadinanza attiva sono i valori portanti del servizio civile universale. Solidarietà, nonviolenza, educazione alla pace e alla cittadinanza attiva sono i valori portanti del servizio civile universale. In un momento storico in cui si riscontra la tendenza a considerarlo solo come un periodo utile per entrare nel mondo del lavoro, oppure si propone di far tornare l’esperienza obbligatoria, vanno sviluppate, anche da parte del terzo settore, tutte le attività di formazione e informazione tese a contrastare questa idea ed a realizzare le finalità per cui è nato questo istituto e che sono state ribadite con la recente riforma.
È in sintesi l’obiettivo di fondo del protocollo siglato fra CSVnet, l’associazione che riunisce 64 su 65 centri di servizio per il volontariato attivi in Italia, e Cnesc, la Conferenza nazionale degli enti di servizio civile, di cui fanno parte 26 fra le maggiori realtà non profit, laiche e religiose, accreditate per la proposizione e attuazione dei relativi progetti per l’impiego di giovani tra 18 e 28 anni di età, ove oggi sono in servizio più di 20.000 giovani.
Si tratta di una novità importante per tutto il sistema servizio civile dal momento che le due organizzazioni, tramite gli enti e i Csv che rappresentano, mettono a disposizione il 60% dei posti disponibili ogni anno, percentuale che sale ad oltre il 75% considerando solo le realtà di terzo settore, per un totale di oltre 8 mila sedi di attuazione, presenti in più di 2300 comuni italiani.
L’accordo – firmato dai presidenti di CSVnet e Cnesc, Stefano Tabò e Licio Palazzini – giunge in una fase complessa per il servizio civile universale: l’istituto sta infatti attraversando la transizione tra il vecchio ordinamento e quanto previsto dalla riforma che introduce diversi cambiamenti, a partire dalle procedure di accreditamento.
In una riorganizzazione degli enti titolari di accreditamento che porti a qualità comune quello che oggi è di alcuni, specifica attenzione va rivolta all’obiettivo di coinvolgere le associazioni più piccole. Ed è proprio a loro che si riferisce uno degli impegni espressi nell’intesa: quello di favorire l’accreditamento delle organizzazioni di terzo settore rendendole protagoniste anche nel SCU nella gestione e promozione dei progetti. (SEGUE)