Roma, 25 feb – Tra i dottori di ricerca del 2014 occupati, il 18,8% vive e lavora all’estero a quattro anni dal conseguimento del titolo. Secondo i dati del rapporto “Il mercato del lavoro 2018. Verso una lettura integrata” – prodotto della collaborazione sviluppata nell’ambito dell’accordo quadro tra l’Istat, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l’Inps, l’Inail e l’Anpal – uno su cinque, quindi, lascia l’Italia per lavorare all’estero. “Si potrebbe dire che in un’economia globale un’esperienza internazionale di lavoro può far bene – afferma Roberto Monducci, Direttore del Dipartimento per la produzione statistica dell’Istat, a margine della presentazione del Rapporto -. In questo caso però loro prendono il dottorato e vanno fuori, bisogna vedere se rientrano”. “Comunque c’è un aumento di 4 punti percentuali di chi va fuori, dal 14,7 del 2010 al 18,8%, è un trend in crescita”, prosegue Monducci sottolineando che “in una situazione in cui il mercato del lavoro italiano ha recuperato c’è stato un aumento dell’incidenza delle uscite”. Un aumento che ci si dovrebbe aspettare “in periodi recessivi, quando non c’è domanda, ma il fatto che è aumentata l’incidenza di chi va fuori in una situazione di forte recupero del mercato del lavoro vuol dire che non c’è domanda qualificata”, conclude Monducci. (Sip)