Roma, 25 feb – Secondo l’analisi dell’associazione, basata su dati della Ragioneria generale dello Stato, la spesa per le pensioni salirà di 62,9 miliardi nel triennio 2019-2021 rispetto al 2018: lo scorso anno gli assegni “pensionistici” hanno pesato per 269,2 miliardi sul bilancio dello Stato, cifra che salirà a 281,4 miliardi quest’ano, a 290,3 miliardi nel 2020 e a 298,7 miliardi nel 2021. Per quanto riguarda le altre prestazioni sociali, la spesa si è attestata a 80,5 miliardi nel 2018, salirà a 88,8 miliardi quest’anno, a 90,3 miliardi nel 2020 e a 91,9 miliardi nel 2021: nel triennio 2019-2021 l’aggravio totale sarà di 29,4 miliardi. Complessivamente, considerando pensioni e prestazioni sociali, la spesa salirà di 92,3 miliardi tra il 2019 e il 2021: dai 349 miliardi del 2018, ai 370,2 miliardi del 2019, ai 380,7 miliardi del 2020 e ai 390,6 miliardi nel 2021.
Nel rapporto col pil, in Italia la spesa per le pensioni si è attestata al 15,3% nel 2017 ed è leggermente calata al 15,2% lo scorso anno: da quest’anno e fino al 2021, il rapporto salirà stabilmente al 15,4%. Quanto al confronto internazionale, spende più dell’Italia, in percentuale del prodotto interno lordo, solo la Grecia (16,9%). Tutti gli altri membri dell’Ocse (media 7,5%) sono più virtuosi del nostro Paese: Francia 13,9%, Portogallo 13,3%, Austria 13,3%, Finlandia 11,4%, Slovenia 11,1%, Polonia 11,1%, Spagna 11,0%, Belgio 10,7%, Germania 10,1%, Giappone 9,4%, Danimarca 8,1%, Turchia 7,7%, Svezia 7,2%, Stati Uniti d’America 7,1%, Norvegia 6,6%, Svizzera 6,5%, Regno Unito 6,2%, Olanda 5,4%, Canada 4,7%, Messico 2,3%.
(PO / red)