Roma, 25 feb – “Purtroppo il ‘sisma-bonus’ è un’iniziativa ancora poco utilizzata, che potrebbe consentire a chiunque un’azione di consolidamento. Serve informazione e stimolo. Ovviamente c’è il problema di anticipare le spese e poi il credito d’imposta. Ma al tempo stesso si può fare la cessione del credito alla bancá, e quindi lo strumento è davvero praticabile anche da chi non ha risorse economiche e imposte da detrarre”. Lo afferma Vito Crimi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla ricostruzione post-terremoto, in una intervista a La Verità. Ed assicura “impegno massimo, da Ischia all’Emilia fino a Catania. Passando ovviamente per la situazione più grave ed estesa, quella del Centro Italia. Su questo mi faccia dire una cosa chiara: non si può agire per legge ordinaria. Servono leggi speciali”. Non solo per il codice degli appalti ma per “tutto”: “Faccio un esempio astratto: se, a fronte di un terremotato che ha avuto danni lievi, da 10.000 euro, poi viene fuori dopo dieci anni che lo Stato ne ha complessivamente spesi 140.000, è evidente che il sistema non funziona. Serve maggiore fiducia e controlli più spostati a valle”. E conclude: “Lo Stato ha elevato muri altissimi per difendersi dall’illegalità. Ma il muro è diventato troppo alto anche per chi agisce nella legalità”. (red)