Roma, 26 feb – Preoccupazione, inoltre, condivisa da tutte le partecipanti ai panel, nei confronti del DDl Pillon (il disegno di legge n. 735/S “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”), che – se approvato “porterebbe un grave arretramento per le libertà e i diritti civili di tutte le donne, e in particolare per le donne e i bambini vittime di violenza. La proposta non solo non tiene conto della violenza contro donne e minori, ma ne ostacola l’emersione, introduce la mediazione obbligatoria, la sindrome parentale, il mantenimento diretto, un complesso meccanismo di accordo tra i genitori sulle spese, la suddivisione automatica del diritto di visita, sanzioni alle donne per le denunce che non arrivano a condanna, oltre che modifiche alla norma penale che punisce la violenza domestica”, si legge nel Report.
La Special Rapporteur sulla violenza contro le donne per l’ONU e la Chair Rapporteur del “Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sul tema della discriminazione contro le donne nel diritto e nella pratica”, il 22 ottobre 2018, chiesto al Governo di riferire entro 60 giorni sul tale DDL oltre che sulla minaccia di chiudere centri e spazi di donne per il supporto delle sopravvissute alla violenza di genere.
Ancora sul Decreto Salvini (il Decreto Legge recante modifiche alla disciplina sull’immigrazione, la protezione internazionale e la concessione e revoca della cittadinanza italiana, in vigore dal 5 ottobre 2018): “segna un notevole passo indietro nella tutela dei diritti dei richiedenti asilo in generale e, quindi tra loro, anche le donne vittime di violenza di genere”.
“Il Report non è un testo sexy – ha concluso la Biaggioni – è faticoso e pesante in alcuni passaggi perché vuole fornire i dati tecnici necessari ad argomentare ogni nostra richiesta. Noi continueremo a far sentire la nostra voce a tutti i livelli e in tutti i meccanismi di controllo”. (PO / bur)