Roma, 26 feb – Il settore che presenta la quota più alta di valore aggiunto costituito da beni e servizi ambientali è quello della fornitura di acqua, delle reti fognarie, della gestione rifiuti e delle attività di risanamento. Lo rende noto l’Istat. Nel 2017 rientra nel conto dei beni e servizi ambientali oltre il 70% del valore aggiunto generato dall’attività di tale comparto. Anche il settore della fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (sezione D) presenta una quota di valore aggiunto da beni e servizi ambientali rilevante, dal 47,6% nel 2014 al 56,7% del 2017. Negli altri settori la quota di produzione finalizzata alla protezione dell’ambiente o alla gestione delle risorse naturali è sempre inferiore al 10%. Tuttavia, risulta in crescita la quota del biologico sulla produzione agricola complessiva e quella delle attività di installazione e realizzazione di interventi di miglioramento dell’efficienza energetica, che caratterizzano il settore delle costruzioni. E’ scarso il peso delle ecoindustrie nei servizi, dove il settore più rilevante è quello dei servizi professionali e tecnici che racchiudono le attività di consulenza sia finalizzate alle certificazioni , sia studi di ingegneria o architettura per l’efficienza energetica, la progettazione di impianti per le varie finalità di protezione ambientale e gestione delle risorse. (red)