Roma, 26 feb – “Io col vecchio centrodestra non tornerò mai, questo deve essere chiaro. Governiamo insieme nelle regioni, nei comuni. Ma finisce lì”. Così Matteo Salvini, in una intervista a Repubblica, nel giorno del dopo voto in Sardegna. E aggiunge: “Ce ne fossero di flop come questi. Ben vengano, ne vorrei tanti”, “siamo entrati per la prima volta in Consiglio regionale e governiamo la Sardegna. Il resto sono chiacchiere”. E parlando dei risultati dei rivali di centrosinistra aggiunge: “Andavate tutti dietro agli exit poll con la storia del testa a testa. Si è visto, un testa a testa con 15 punti di distacco. Noi tanto, loro poco. Ma poi il Pd è stato sempre sconfitto, sei volte a zero nelle varie tornate amministrative dopo le Politiche, dal Friuli Venezia Giulia a Trento e Bolzano fino all’Abruzzo e ora la Sardegna. È l’unica cosa che mi interessi”. Preoccupato dal tonfo dei Cinque stelle? “C’è da festeggiare una pagina nuova per l’isola. Tutte le altre sono dotte analisi di politologi. È stato un voto locale, che non incide affatto sulle scelte nazionali. Io non mi sento più forte e Luigi non deve sentirsi più debole”, “con Luigi (Di Maio, ndr) ci siamo sentiti. Ci vedremo nelle prossime ore. Non ha bisogno del mio conforto. Va tutto bene, andremo avanti”. Fino alle Europee? “No, no. Anche dopo. Questa cosa non riesce a entrarvi in testa. Io ho dato la mia parola e la mia parola vale cinque anni, non cinque mesi”. E sulla sua promessa ai pastori sardi di raggiugere l’euro al litro di latte ammette: “Confesso di aver peccato di ottimismo. Riconvocherò i pastori in settimana per chiudere questa vertenza nel migliore dei modi. Io gli impegni li mantengo. Non mi fermo con le elezioni”. (red)