Udine, 4 mar – Cinquanta anni fa, il 2 marzo 1969, nella sala riunioni del ristorante “Gambrinus” di Friburgo, nell’omonimo cantone elvetico, ebbe luogo il primo “convegno dei friulani emigrati in Svizzera”. Quell’iniziativa – ricorda oggi Il Messaggero Veneto – è rilevante, non solo con riferimento alla plurisecolare storia dell’ emigrazione friulana e in particolare nel quadro dei diversi flussi in uscita che hanno caratterizzato gli ultimi 150 anni. Come si può riscontrare ancora oggi leggendo le relazioni presentate da diversi protagonisti di quell’ incontro, la mozione unitaria approvata da quanti vi presero parte e i resoconti dettagliati che nelle settimane successive trovarono spazio sulle pagine di “Friuli d’ Oggi”. In quella giornata di cinquant’ anni fa – si legge – si parlò, si ragionò e si discusse di economia, di società, di lavoro, di cultura, di diritti, di bisogni, di identità, di solidarietà, di presente e di futuro, di servitù militari, di lingue, di università friulana, di sessualità, di baracche, di pregiudizi e di speranze. L’iniziativa fu assunta dalla “Pal Friûl” di Losanna – la nuova associazione, nata proprio in Svizzera nel 1968, che si proponeva di aggregare gli emigranti con uno spirito diverso, evidenziato anche con il nome in friulano – insieme al Fogolâr Furlan di Friburgo e all’ associazione degli emigranti sloveni del Friuli Venezia Giulia, anch’ essa costituita recentemente. (Kgn)