Roma, 4 mar – “Non sembra rientrare nell’agenda di lavoro di questo Governo – aggiungono Garavini, Schirò e Ungaro – una revisione delle numerose convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni fiscali che invece paradossalmente consentono la tassazione concorrente (ne sanno qualcosa i nostri connazionali che vivono, per esempio, in Brasile, in Canada, in Francia) o di stipulare nuovi accordi fiscali con Paesi come il Perù dove vivono importanti comunità italiane; è scomparsa (o meglio, non è stata mai inserita) nel calendario dei lavori una valutazione sull’opportunità di esentare i nostri connazionali dal pagamento di imposte e tasse ingiuste come l’IMU, la TASI e la TARI, il Canone RAI e le addizionali regionali e comunali; è assolutamente inesistente la semplice idea di tutelare le nuove mobilità attraverso la stipula di accordi bilaterali di assistenza sanitaria con i Paesi extraeuropei in modo da non costringere gli italiani in uscita e in entrata a dover ricorrere a onerose polizze assicurative o di garantire le cure urgenti ospedaliere gratuite anche agli italiani nati all’estero che rientrano temporaneamente in Italia; inoltre un Governo attento e sensibile alle questioni sociali dei lavoratori emigrati si attiverebbe con impegno per consolidare e migliorare gli incentivi fiscali ai giovani lavoratori espatriati che desiderano rientrare in Italia e per eliminare la piaga della doppia imposizione fiscale a carico dei giovani espatriati i quali producono reddito all’estero ma non sono iscritti all’AIRE; ed infine a fronte della drammatica ripresa delle migrazioni sarebbe idoneo elaborare politiche e istituire strumenti per accompagnare e gestire con responsabilità e sensibilità il preoccupante fenomeno. È prassi – concludono i parlamentari del Pd eletti all’estero – diffusa degli esponenti di questo Governo difendere le proprie manchevolezze accusando i Governi precedenti, ma dopo un anno di inattività nel settore auspicheremmo un impeto di disponibilità e reattività al fine di ripristinare nell’agenda di lavoro la tutela dei diritti sociali dei lavoratori emigrati. Da parte nostra continueremo a sollecitare un maggiore impegno e ad offrire il nostro contributo”. (PO / Red)