Roma, 5 mar – Non tutto è perduto per l’Italia che esporta. Anche se i venti del protezionismo soffiano forti. «Le imprese italiane sono a rischio, nell’attuale situazione politica ed economica globale – ammette Licia Mattioli, vicepresidente di Confindustria per l’internazionalizzazione in un’intervista al Sole 24 Ore -. Si riducono le opportunità di esportazione: e se l’impatto per altri paesi potrebbe essere significativo, per noi potrebbe essere devastante». Esportare è però vitale. «Le imprese italiane – aggiunge – vivono di export: da anni il mercato interno è fermo, per noi andare all’estero significa aprire nuove opportunità: basti pensare che le imprese attive e in salute nel made in Italy e nel made with Italy esportano tra il 65 e l’ 85% della loro produzione». Affrontare questa sfida non è impossibile. «Nel 2017, quando abbiamo fatto squadra come sistema paese (Governo, Confindustria, Ice, Sace, Ambasciate) abbiamo ottenuto risultati migliori anche di Francia e Germania, con un incremento del 7,5% di export», spiega Mattioli. Questa è dunque la strada da percorrere: «Occorre continuare a fare sistema per le esportazioni e per la conclusione di accordi di libero scambio: per noi questa è la soluzione. Non possiamo negoziarli, ovviamente, come Paese, perché le trattative avvengono a livello europeo, ma dobbiamo spingere perché si facciano». (BIG ITALY / Red)