Roma, 5 mar – Il 1° marzo l’ISTAT ha diffuso i dati del PIL e dell’indebitamento delle Amministrazioni Pubbliche e ha certificato che nel 2018 il prodotto interno lordo ai prezzi di mercato è cresciuto dell’1,7%; in termini reali la crescita del PIL è stata pari allo 0,9%, i consumi finali nazionali sono aumentati dello 0,5% e gli investimenti fissi lordi del 3,4%; il rapporto tra deficit e PIL è sceso a -2,1% a fronte del -2,4% del 2017. I dati dell’economia reale e dei conti pubblici segnalano un miglioramento delle finanze pubbliche segnando, tuttavia, un rallentamento rispetto al 2017. In questo quadro, sottolinea il Mef in un anota, la dinamica delle entrate tributarie è stata influenzata nell’anno 2018 anche dagli effetti di alcuni provvedimenti normativi che hanno riguardato la riduzione, a decorrere dal 2017, dell’aliquota legale Ires dal 27,5% al 24% (legge 208/2015), l’applicazione all’imposta sul reddito delle società della maggiorazione della deduzione per gli investimenti in beni strumentali nuovi e beni strumentali ad alto contenuto tecnologico (c.d. superammortamento e iperammortamento) contenuta nella Legge di Bilancio per il 2017. Infine la Legge di Bilancio per il 2018 (legge 205/2017) ha incrementato dal 40% al 58% l’acconto relativo all’imposta sulle assicurazioni.
Nell’anno 2018 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica sono pari a 463.296 milioni di euro con un aumento di 7.652 milioni di euro (+1,7%) rispetto all’anno precedente. Nel confronto tra il gettito annuale registrato nel biennio 2018/2017, non si rilevano disomogeneità determinate da entrate tributarie una-tantum , come le entrate derivanti dalla voluntary disclosure che hanno influenzato il gettito nel biennio 2016/2017. (SEGUE)