Roma, 6 mar – Al di là del business, Pavlenok ha voluto anche porre l’accento sull’aspetto più prettamente “popolare” della manifestazione, che nei giorni di apertura al pubblico è destinata a un sicuro “sold-out”. Parlano da soli, al riguardo, i numeri dell’edizione del 2017. Ebbene, due anni fa al Maks affluirono più di mezzo milione di visitatori che ebbero la possibilità di assistere a una serie di esibizioni condotte da una flotta di 90 velivoli nonché visitare una mostra con l’esposizione di 116 aerei; furono inoltre 880 le aziende coinvolte da ben 37 Paesi per un potenziale commerciale complessivo di più di otto miliardi di euro; addirittura 70mila gli specialisti del settore presenti per l’occasione allo Zhukovsky e più di 1.500 i meeting tematici svolti. Numeri che comunque, nell’edizione in arrivo, sono destinati ad essere addirittura superati. Come ha infatti ribadito l’ingegner Luigi Lombardi di Aerospace Gateway, la start up fondata nel 2016 che aiuta le piccole e medio aziende dell’aerospazio e di difesa italiane a competere al livello mondiale, “Il Maks 2019 sarà la porta d’oriente per il mondo aerospaziale russo-cinese, quindi rappresenta una doppia opportunità. Vogliamo perciò portare al Salone che si svolgerà a Mosca delle aziende qualificate italiane che hanno possibilità di rappresentare i loro prodotti organizzando business to business non classici. Proprio attraverso la connessione domanda-offerta e le analisi di mercato – ha spiegato Lombardi – l’obiettivo è quello di creare un rapporto stretto e un contatto diretto tra le nostre aziende aerospaziali e la controparte estera per chiudere degli accordi internazionali. All’interno del Maks intendiamo, inoltre, costruire una grande area Italia per ricreare il brand del Belpaese e del Made in Italy che ci contraddistingue”. (BIG ITALY / gds / pep)