Roma, 6 mar – “Voglio rassicurare tutti che già dal giugno scorso è costituto a Palazzo Chigi il cosiddetto coordinamento Brexit. Si tratta di un coordinamento interministeriale per fronteggiare tutte le necessità legate alla Brexit. Il 15 febbraio scorso è stato altresì pubblicato sul sito Internet del Governo il piano strategico che prevede le possibilità da seguire in caso di Brexit sia con, che senza accordo, per fornire a tutti gli italiani all’estero un percorso da seguire qualunque sia lo scenario”. Così il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, intervenendo in Senato durante la discussione sulla mozione per l’istituzione del Comitato per le questioni degli italiani all’estero, poi bocciata da Palazzo Madama. Di Stefano replica poi all’intervento della senatrice Emma Bonino: “La questione non è di interessarsi o meno al problema degli italiani votanti in Inghilterra in caso di Brexit, ma di stare alle leggi che abbiamo. La legge italiana permette di votare presso il Consolato del Paese in cui si risiede qualora ci si trovi all’interno dell’Unione europea, mentre non lo prevede (quindi prevede il voto soltanto in Italia) nei Paesi extraeuropei. Noi, come Farnesina, ci siamo già portati avanti per garantire il voto consolare nel caso in cui ci sia una richiesta di prolungamento ex articolo 50 (quindi, sostanzialmente, qualora ci sia ancora questa fase di stagnazione). Nel caso, però, in cui ci dovesse essere certezza di uscita (ossia di Brexit) prima del voto, gli italiani residenti in Gran Bretagna dovranno votare dall’Italia, perché in quel caso ci sarebbe una situazione di certezza di extraterritorialità. Quindi, nel caso in cui non ci sia ancora una chiara situazione, i nostri Consolati sono già pronti a far votare. Nel caso in cui ci sia, invece, una chiara indicazione di Brexit – con o senza deal – chiaramente gli italiani dovranno tornare in Italia per votare”. (Roc)