Roma, 6 mar – “I tagli alla Difesa indeboliscono l’impegno dell’Italia in politica estera. La nostra classe politica appare più concentrata sulla gestione degli affari interni del Paese, mentre sarebbe importante non delegare la responsabilità della sicurezza e dell’interesse nazionale prima agli Usa e poi eventualmente all’Europa”. A sostenerlo è l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, ex capo di stato maggiore della Marina Militare, in un’intervista a LabParlamento. “L’irrilevanza militare Italiana, sia in termini di mezzi che forse soprattutto della volontà e credibilità di un suo impiego per operazioni d’interesse nazionale, è senz’altro uno dei fattori di debolezza che rende difficile per l’Italia sviluppare politiche funzionali autonome, in scenari di profonde crisi e situazioni complesse come sono quelli dell’Africa settentrionale e del Medio Oriente – prosegue -. Un’irrilevanza che sembra essere un tratto distintivo del Vecchio Continente, osserva l’ex capo di stato maggiore della Marina: “Russia, Cina, Turchia hanno definito e stanno attuando linee d’azione di lungo periodo frutto di precise strategie che danno coerenza e incisività alla loro azione sia nel campo militare che in generale di politica estera, come si vede in Siria, in Mediterraneo, nel Mar della Cina, in Africa Orientale, via della seta inclusa. Per rilanciare la forza dell’Unione Europea servirebbe la completa rinuncia alla sovranità nazionale dei singoli Stati, per dare vita a una federazione di Regioni semi-autonome, ma non troppo, con la Politica estera, militare e macroeconomica guidata da un Governo centrale. Se invece vogliamo preservare la nostra sovranità non abbiamo altra scelta: dobbiamo sviluppare e sostenere Forze Armate credibili investendo molto di più nella Difesa Nazionale”, conclude De Giorgi. (red)