Roma, 6 mar – “L’Oculistica ha tratto vantaggio – ha spiegato il dottor Matteo Piovella, presidente della SOI – dall’introduzione delle moderne tecnologie, che ci permettono di essere più precisi ed efficaci nel salvare la vista. Nel caso specifico del glaucoma, differentemente da altri Paesi come gli USA, attualmente in Italia non esiste la copertura economica per impiantare, nei pazienti sottoposti a chirurgia della cataratta con predisposizione a sviluppare il glaucoma, specifici dispositivi chiamati stent, che permettono di regolarizzare la pressione intraoculare nella maggioranza dei casi trattati. In ogni caso è necessario ribadire che la visita specialistica eseguita dal medico oculista – a cui tutti devono poter accedere – è lo strumento più efficace e affidabile per diagnosticare malattie insidiose come il glaucoma: s’inizia con una visita oculistica dopo i 40 anni, mantenendola a cadenza biennale fino ai 60, per tornare poi alla scadenza annuale”. “Il glaucoma è la prima causa di cecità nei paesi industrializzati; è una malattia curabile con colliri, laser e più tipi di chirurgia. Deve però essere evidenziato e questo lo può fare solo una buona prevenzione: visite specialistiche serie, esami approfonditi al momento giusto sono il meglio che possiamo fare”, ha dichiarato il professor Aldo Caporossi, presidente della SIGLA e direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oculistica del Policlinico Universitario A. Gemelli-IRCCS. La frequenza del glaucoma – malattia con spiccati caratteri di ereditarietà –, pur non essendo un’esclusiva degli anziani, aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età. È buona norma sottoporsi a un controllo oculistico che, a partire dai 40 anni, comprenda anche la misurazione della pressione oculare. Dopo l’eventuale diagnosi solo una persona su tre segue correttamente le cure: l’aderenza terapeutica è necessario che migliori. (red)