Roma, 6 mar – “In Italia abbiamo un problema culturale riguardo al divario di genere a causa di vari stereotipi che sono duri a morire. Nei libri delle elementari, ad esempio, vengono descritte situazioni imbarazzanti, dove la donna deve curare la casa e l’uomo far carriera. Si deve partire da lì per formare la società”. Così Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera, partecipando al seminario “L’uguaglianza non ha genere”, che si è svolto presso la sede del Cnel.
“I dati segnalano che anche dal punto di vista formativo ci sono facoltà in cui c’è una maggiore presenza di donne come nelle facoltà umanistiche, a differenza, invece, di quelle scientifiche tecnologiche in cui le donne non sono presenti. Una donna – ha ribadito Spadoni – però ha diritto di iscriversi ad ingegneria. È una questione culturale molto importante e rappresenta il primo punto da affrontare. Le pari opportunità consistono proprio nel rimuovere qualsiasi ostacolo. Bisogna coinvolgere – ha sottolineato Spadoni – anche gli uomini riguardo queste tematiche, perché le pari opportunità non riguardano solo le donne, ma pure gli uomini, i quali devono rendersi conto che è un problema della intera società. Il gender gap è, infatti, importante per tutti. Ci sono varie proposte riguardo al welfare – ha ricordato Spadoni – come il bonus nido che è arrivato a 1500 euro, e seppur non è ancora sufficiente, in qualche modo lentamente dimostra che si sta sensibilizzando su questi temi. Il congedo paternità è stato prorogato e aumentato di un giorno, è vero in in Spagna c’è il 50-50, sicuramente non è sufficiente solo un giorno in più, ma è un passo che qualcosa è stato fatto in più in quella direzione. In Parlamento c’è una trasversalità totale e non c’è mai stata opposizione su questi temi. Dopo il Codice Rosso all’interno della Commissione Giustizia si sta dibattendo e, spero vada in porto, che in 48 ore senza flagranza di reato venga arrestato chi ha abusato e malmenato una donna. Segnalo, inoltre, una proposta di legge che ho fatto mia 2 giorni fa – ha affermato Spadoni – attraverso cui chiedo che le donne che hanno subito una violenza domestica siano inserite nelle categorie protette dei lavoratori. Sempre riguardo al gender gap – ha concluso Spadoni – ci sono proposte sul curriculum vitae anonimo, come avviene già in Germania, Svezia, Gran Bretagna e Spagna, di togliere dati più discriminanti come il sesso e l’età”. (PO / Pep)