Roma, 7 mar – “La corrente renziana non è mai iniziata. Tutta la narrazione che mi vedeva ferocemente impegnato nel tentare di difendere il fortino partito si scontra con la realtà. Credo di essere tra i pochissimi ad aver riunito i suoi e a dire: andate dove volete”. Così Matteo Renzi in una intervista al Corriere della Sera. E della vittoria di Nicola Zingaretti dice: “Onore a chi ha vinto, rispetto per il voto. Vivo come una liberazione il fatto che ci sia un nuovo segretario. Tocca ad altri. Noi daremo una mano in modo leale e trasparente”, “sono stato leale con Bersani; perché non dovrei esserlo con Zingaretti? Le scissioni noi non le abbiamo fatte; le abbiamo subite”. E con Letta? Fu leale con “Enrico stai sereno…”? “Questa leggenda del colpo di Palazzo non sta né in cielo né in terra. Con Letta il Pil era al -1,7%. Il governo era fermo, impantanato, non riusciva a far approvare le leggi. Noi abbiamo rimesso in moto l’economia, e questo nessuno lo può negare: infrastrutture, industria 4.o, cantieri delle scuole…”. Come mai allora il Pd è passato dal 40 al 18%? «Bisognerebbe domandare come abbiamo fatto ad andare al 40%, visto che prima di noi ci erano riusciti solo Fanfani e De Gasperi… Il 4o% non è il livello medio del Pd. L’abbiamo tenuto fino al referendum. Poi errori, fuoco amico, divisioni ci hanno punito”. E il debito pubblico cresciuto? “Non bisogna guardare il valore assoluto, ma il rapporto debitoPil. Che era salito con Berlusconi, Monti, Letta anche perché il Pil era sceso. Noi l’abbiamo stabilizzato al 131%. Ora con Conte ha ripreso a salire. E il Paese è in recessione”. (red)
