Roma, 8 mar – Il Comitato di Presidenza del Consiglio generale degli italiani all’estero, riunito alla Farnesina dal 4 al 6 marzo, ribadisce la propria “contrarietà e preoccupazione” per una probabile riduzione del numero dei parlamentari eletti all’estero. La riforma costituzionale approvata in Senato, infatti, prevede il taglio dei deputati (da 630 a 400) e dei senatori (da 315 a 200). Riduzione che coinvolge anche i parlamentari eletti all’estero che passerebbero dai 18 attuali a 12. Sulla questione il Comitato di Presidenza del Cgie ha incontrato il presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia, e la relatrice Anna Macina. “Non si tratta – spiega il Comitato di presidenza del Cgie – di un no alla necessità di contenere i costi della politica, bensì della volontà di salvaguardare la rappresentanza democratica di una comunità, che vede crescere massicciamente il numero dei residenti all’estero”. Ecco allora la proposta di aggiungere il numero degli eletti all’estero a quello dei parlamentari nazionali: 400 eletti in Italia “più” 12 eletti all’estero alla Camera, 300 senatori “nazionali” più i 6 eletti all’estero. Con Brescia il Comitato di presidenza del Cgie ha concordato un’audizione ufficiale del Cgie da parte della Commissione nel corso dell’iter dei lavori che precederanno la discussione e il voto nell’Aula di Montecitorio. (Sip)