Roma, 11 mar – “E’ necessario e urgente che il Governo adotti iniziative volte a far sì che l’Italia ritorni a sostenere una posizione di tutela delle industrie culturali e creative, e non, invece, le grandi multinazionali del web anche e soprattutto a livello sovranazionale ed internazionale”.
Lo chiede in una interpellanza al Governo la deputata di Forza Italia, Elvira Savino.
“Da circa tre anni, presso le competenti istituzioni della UE – scrive Savino – si sta discutendo la cosiddetta ‘direttiva copyright’, un provvedimento volto a promuovere l’accesso legale alle opere originali protette e, allo stesso tempo, scoraggiare la diffusione non autorizzata di dette opere sulle piattaforme on line, nonché garantire una giusta remunerazione per i creatori di opere dell’ingegno (autori e imprese) derivante dall’uso massivo di contenuti sul web; la direttiva intende porre termine a un vero e proprio vuoto legislativo, sfruttato da molti operatori digitali che rifiutano di ottenere una licenza equa per veicolare contenuti creativi (musica, libri, serie TV, film e altro). Sfruttando lo spazio lasciato vuoto da queste disposizioni, hanno prosperato, diventando veri e propri giganti del web, anche piattaforme come YouTube, o social media come Facebook, che tutto sono tranne che operatori neutrali e passivi; da ciò ne è conseguito una sperequazione nello sfruttamento economico dei contenuti culturali (cosiddetti value gap) che ha generato e continua a generare danni immediati per l’industria creativa. E’ opportuno, come sistema Paese, incoraggiare una normativa che tuteli una delle principali risorse nazionali, quali i prodotti culturali. I Governi italiani, da sempre, hanno sostenuto i titolari dei diritti di proprietà intellettuale, in quanto la filiera dell’industria creativa e culturale rappresenta un patrimonio straordinario del nostro Paese; purtroppo, l’attuale ‘Governo del cambiamento’ pare abbia abbandonato questa storica posizione nazionale, rendendo l’Italia un Paese nemico del diritto d’autore ed allineando la sua posizione a quella dei giganti del web, a scapito di prevalenti interessi nazionali come quello di tutelare l’industria culturale e creativa italiana”.
(PO / red)