Roma, 11 mar – “Il problema delle lunghe code – ha spiegato Schmidt – determinava una bassissima qualità dell’offerta per i visitatori, con la gente esausta ancor prima di entrare. Per trovare una soluzione, con l’Università dell’Aquila abbiamo seguito un doppio approccio, non solo informatico ma anche sociologico. Adoperando questo algoritmo, entrano più persone e la fruizione democratica del sito viene allargata”. “Due sono stati i princìpi fondamentali a cui ci siamo ispirati nello sviluppare il sistema – ha spiegato il prof. Muccini – e cioè fruibilità del patrimonio culturale e sostenibilità del turismo. I risultati dicono che agli Uffizi siamo passati da 64 minuti di tempo d’attesa medio nella prima domenica gratuita di settembre 2018, con attesa massima di 147 minuti, ai 18 minuti di tempo medio d’attesa nella prima domenica gratuita di ottobre 2018, la prima in cui è stato adottato il sistema, con tempo massimo d’attesa di 30 minuti. Il tutto con un aumento complessivo del numero di visitatori. Nella settimana dei musei, il tempo medio di attesa agli Uffizi è stato di soli 7 minuti. Il modello ha funzionato bene a Firenze e sono convinto che sia totalmente riproducibile a Roma e altrove”. (red)