Milano, 12 mar – Rinunciare all’ investimento da 15 milioni di euro del governo saudita per la Scala di Milano sarebbe “una sconfitta” e “non ci sarebbe nulla di male” se rappresentanti dell’Arabia Saudita entrassero nel cda della Fondazione del teatro scaligero, perché si tratta di “istituzioni culturali”. Raimondo Schiavone, consigliere delegato della Camera di Cooperazione Italo Araba, riferisce Il Giornale, ritiene positivo l’eventuale ingresso dei Paesi arabi in istituzioni culturali italiane. E, questo, nonostante le aspre polemiche suscitate dalle trattative del sovrintendente scaligero Alexander Pereira per il progetto di collaborazione da 15 milioni di euro dal paese arabo implicato nell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. “Come associazione non siamo favorevoli agli investimenti arabi nelle infrastrutture strategiche in Italia – spiega -. Per esempio sull’ospedale di Olbia abbiamo espresso parere negativo, perché siamo convinti che partnership con soggetti che non hanno livelli democratici adeguati su aeroporti, porti, tecnologie e innovazione non sia consigliabile”. Diverso è il caso della Scala e quindi di un’istituzione culturale “da cui potrebbero invece nascere contaminazioni positive” per l’ area del Golfo, dove c’è oggi un grande interesse per la cultura e la musica italiana, e non solo in Arabia Saudita ma anche in Oman e negli Emirati Arabi. (Kgn)