Roma, 12 mar – La vicinanza favorisce l’adozione di tecnologie 4.0, già oggi maggiormente diffuse nei distretti e soprattutto in quelli specializzati nella meccanica (38% vs 30%) dove risultano trainanti le imprese medio-grandi (52%). L’innovazione è oggi realizzata anche tramite una interazione con le startup e le PMI innovative. Benché queste siano concentrate soprattutto nei grandi centri urbani, vi è una buona presenza anche nei territori distrettuali (nei distretti 8,4 ogni 1000 società di capitale attive vs 9,5 nelle aree non distrettuali). I vantaggi delle filiere integrate sul territorio, punto di forza dei distretti tradizionali, si stanno affermando anche in altre specializzazioni meno tipiche del mondo distrettuale: ne sono prova lo sviluppo del comparto della cosmetica in Lombardia e l’emergere di veri e propri distretti della componentistica auto nell’area torinese e nel bresciano. I distretti sono stati rinnovati anche dalla crescente presenza di capitali esteri nelle compagini societarie: il 43% degli ingressi è stato effettuato dopo il 2001, contro il 30% circa nelle aree non distrettuali, con punte sopra il 63% nel caso degli investitori francesi e una quota elevata anche per quelli tedeschi (44%). I tedeschi hanno una buona presenza sui territori distrettuali con investimenti greenfield e i francesi con un’alta partecipazione nel settore moda. Gli organi societari delle imprese distrettuali sono formati soprattutto da persone nate nel territorio di localizzazione dell’impresa. Il 76% delle imprese distrettuali è guidato da board composti da amministratori nati esclusivamente nella regione di operatività delle aziende; questa percentuale scende al 70% nelle aree non distrettuali. La varietà culturale è quindi meno accentuata che altrove, anche se tra le imprese più grandi c’è un’apertura maggiore della governance, sia con consiglieri provenienti da fuori regione o stranieri (rispettivamente il 55% e il 26% delle imprese). Una governance più aperta può anche essere la via per favorire l’ingresso in azienda di manager con competenze trasversali ad altri settori e con esperienza in ambito internazionale. Più in generale, va affrontato il tema del capitale umano: le imprese distrettuali faticano a trovare operai specializzati, e soprattutto addetti con competenze legate alle tecnologie 4.0 (nel 78% dei casi, contro il 71% dei casi al di fuori dei distretti). Il superamento di queste criticità passa anche attraverso una rivisitazione dei canali di assunzione nei distretti, molto ancorati a procedure informali (in circa tre quarti delle imprese) e poco orientati a canali formali che utilizzano le agenzie interinali, gli istituti tecnici e professionali, gli istituti tecnici superiori e l’università. (Red)