“La solidarietà è l’impalcatura della convivenza. Nulla regge senza impalcatura”. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, questa mattina al Quirinale, il titolo di Alfiere della Repubblica a 29 ragazzi nati tra il 1999 e il 2008. I giovani, contraddistintisi per azioni di coraggio e solidarietà, hanno ispirato alcuni passaggi del discorso del Capo dello Stato: “Ciò che avete fatto a voi sembra normale, avete fatto quel che vi è sembrato giusto nelle condizioni che vi trovavate di fronte. Ed è normale, avete ragione, aiutare chi è in difficoltà, rende la vita migliore, fa vivere meglio se stessi e la comunità in cui si è inseriti”. Il Capo dello Stato è intervenuto anche illustrando l’importanza di diffondere la conoscenza degli esempi positivi: “Il nostro Paese è pieno di ragazzi che hanno la vostra stessa sensibilità. È importante però farla conoscere, far capire che questa è la regola della vita, la normalità, che dovrebbe essere sempre praticata da tutti”.
Tra i giovani premiati, c’è anche Tancredi Mazzei Paterni, ragazzo italiano residente a Washington che “il 22 luglio 2018 – si legge tra le motivazioni – ha salvato un uomo che rischiava di annegare nel mare tra Vada e Rosignano Solvay”. Il Presidente della Repubblica ha osservato come, per la maggior parte dei premiati, l’onorificenza sia giunta inaspettatamente: “Per qualcuno forse questa chiamata e questo riconoscimento sono stati una sorpresa; qualcuno di voi lo ha dichiarato in qualche giornale che vi ha chiesto un’impressione. Ma è questa l’importanza: far vedere che questa è la normalità della vita”. In chiusura del suo intervento, Mattarella ha espresso considerazioni sull’attenzione riservata dall’opinione pubblica ai ragazzi: “Il fatto che quando sui giornali o nelle TV si è parlato di questi riconoscimenti nei vostri confronti si sono registrate grande attenzione e grande interesse dimostra che questo atteggiamento è apprezzato come criterio di comportamento che dovrebbe essere sempre adoperato”. (Lgs – 13 mar)
