Roma, 14 mar – “Il Venezuela ha bisogno di aiuto internazionale per uscire dalle ombre. Letteralmente”. E’ quanto si legge in una nota di Venezolanos en Red, una rete di Associazioni italiane Pro-Venezuela. “I venezuelani – è la denuncia della rete – non stanno vivendo uno dei soliti sempre più frequenti blackout, più lungo del normale, nemmeno ci si aspetta che presto venga ristabilito il servizio elettrico. Pretenderlo è di una banalità che risulta altamente offensiva. I venezuelani hanno difficoltà per ottenere gas per cucinare. La fornitura non arriva direttamente alle case, ma deve essere previamente acquistata allo Stato, che si è attribuito il compito del suo somministro e lo svolge in modo aleatorio e capriccioso. Ultimamente i fornitori pretendono di farselo pagare in dollari, in un paese nel quale la gente guadagna in moneta locale (bolivares) e l’accesso al denaro contante non soltanto è difficile, ma oltre tutto, è proibito”. “Fino a giovedì la mancanza di gas era compensata dalle cucine elettriche – bene o male era un’opzione – ma ora senza gas né elettricità, l’unica alternativa rimane la legna – si legge ancora nella nota -. Le aziende distributrici di acqua sono anch’esse collassate e in molti casi si ricorre a impianti per pompare il liquido e così poter approvvigionarsi. Ci sono edifici che possiedono pozzi, cisterne e sistemi di pompaggio per raccogliere e rifornirsi di acqua, ma senza elettricità, come farli funzionare? Oltre tutto l’acqua, non trattata è di dubbiosa potabilità e consumarla senza farla bollire previamente, è un rischio serio. È un circolo vizioso insomma: non c’è gas, non c’è luce, non c’è acqua”. (SEGUE)