Roma, 15 mar – Le Commissioni Affari costituzionali e Difesa hanno avviato l’esame di una risoluzione del M5S che chiede al Governo di emanare al più presto il decreto sui requisiti per l’idoneità a guardia giurata, attribuendo in automatico quelli professionali ai volontari congedati senza demerito e istituendo una corsia preferenziale per gli ex carabinieri ausiliari. Tensione tra maggioranza e opposizioni in Commissione Affari costituzionali sulla riduzione del numero dei parlamentari. Il Pd ha chiesto di abbinare alcune proposte di legge su temi che sarebbero strettamente connessi alla riforma approvata dal Senato: l’abbassamento a 18 anni dell’età per eleggere i senatori, il numero dei delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica e la riforma del bicameralismo perfetto. Proposte che causerebbero un allungamento dei tempi, sia in termini di dibattito che di numero delle audizioni. Per questo Lega e M5S si sono dette contrarie, e a quel punto il costituzionalista dem Ceccanti ha affermato che in tal modo “la maggioranza si assumerebbe la responsabilità politica di uno scontro frontale con l’opposizione”. Se infatti si negasse l’abbinamento delle proposte di legge che riguardano questi argomenti, anche gli eventuali emendamenti che le riproducono potrebbero essere dichiarati inammissibili. “Le proposte di revisione costituzionale – ha replicato il leghista Iezzi – devono essere circoscritte a oggetti specifici e ben definiti, nel rispetto di esigenze di chiarezza e di semplicità, manifestate dai cittadini in occasione del referendum del dicembre 2016 e riprese anche nel contratto di Governo, che prevede in materia costituzionale interventi specifici e puntuali, evitando il ricorso a pacchetti complessivi o a grandi riforme”. Stesso discorso per l’altro ddl che modifica la legge elettorale per renderla applicabile a prescindere dal numero dei seggi da assegnare): qui è Fdi che insiste per introdurre correttivi all’inevitabile ampliamento dei collegi elettorali che, soprattutto in territori a minore densità di popolazione, comporterebbe l’elezione solo dei partiti più grandi. Alla fine, i due gruppi di minoranza hanno ritirato le loro proposte di abbinamento (che sarebbero state comunque bocciate) riservandosi in ogni caso di ripresentarle dopo il ciclo di audizioni che si svolgerà nelle prossime settimane. (SEGUE)