Roma, 15 mar – L’Ausl reggiana ha meritato un importante riconoscimento da parte dell’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. La sua esperienza è stata segnalata come il migliore esempio a livello italiano di uso razionale degli antibiotici, che dovrebbero essere somministrati soltanto quando sono indispensabili. In effetti non è sempre facile, per un medico di base, respingere la richiesta di un antibiotico che molti pazienti si aspettano di dover utilizzare ai primi sintomi di un’influenza o un forte raffreddore. Si stima che in Italia quasi il 50% degli antibiotici sia prescritto nei casi in cui questo tipo di farmaco non è necessario. Perciò tanti batteri, come lo pseudomonias aeruginosa e l’ escherichia coli, comunissimi e diffusi anche in ambiente ospedaliero, sopravvivono sempre più spesso all’ azione degli antibiotici. E ogni anno l’ 8% delle persone ricoverate contrae un’ infezione ospedaliera, che può essere letale nel caso in cui l’ antibiotico non funzioni. Le infezioni, che provocano più di 10mila morti ogni anno, in pratica fanno più vittime degli incidenti stradali. Il problema dell’ insensibilità dei batteri ai farmaci antimicrobici è da alcuni anni drammatico in tutto il mondo, ma in Italia in modo particolare. La nostra provincia – sottolinea la Gazzetta di Reggio – fa eccezione, rispetto alle cattive pratiche italiane. Il progetto messo in atto dall’ Ausl ha permesso di ridurre le prescrizioni degli antibiotici a livelli di poco superiori ai migliori dati europei. I risultati così ottenuti sono stati pubblicati e illustrati in diversi convegni in Italia e all’ estero, in particolare a Vienna e Stoccolma, e hanno raccolto significativi apprezzamenti.
(red)