Roma, 15 mar – Accordo tra Consiglio e Parlamento europeo per una migliore protezione dei whistle-blowers, ovvero di chi denuncia pubblicamente o riferisca alle autorità attività illecite o fraudolente all’interno del governo, di un’organizzazione pubblica o privata o di un’azienda. Le nuove regole prevedono la creazione di strumenti sicuri per inoltrare le denunce sia nelle strutture pubbliche sia in quelle private, fornendo un alto livello di protezione contro eventuali rappresaglie e prevedendo che gli Stati membri mettano in atto campagne d’informazione specifiche sull’argomento. L’accordo prevede l’applicazione nelle entità private di più di 50 dipendenti e nelle amministrazioni cittadine con più di 10.000 abitanti, obbligate a creare canali sicuri di comunicazione degli illeciti da parte di impiegati, funzionari, azionisti, membri dei consigli d’amministrazione anche non con mandati esecutivi e perfino volontari o tirocinanti che siano venuti a conoscenza di ipotesi di reato. Si attende ora la traduzione dell’accordo in tutte le lingue ufficiali dell’Unione per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Scatterà allora il termine dei due anni per adeguarsi alle nuove norme. (Gif / Ue)